lunedì 26 settembre 2011

Di ritorni un pò soft, e di segreti rivelati

Le ferie sono state strane quest'anno...molto , molto diverse da come le avevo sognate, eppure intense, e piene di momenti...



E poichè per tornare ai vecchi ritmi ci vuole un pò, ho optato, su proposta di Carolina, per un rientro soft.
E dunque, sorbettatevi questo bel gioco.

(e giuro che il prossimo post iniziamo con i consigli per il bucato. Come? Non ne sentite la mancanza? Ah vabbè, ricominciamo bene...)

  1. A 13 anni cosa volevi fare? La scrittrice, e tutt’ora sogno di poterlo, un giorno, diventare.
  2. La tua vita in un'immagine. Chi sarebbe il fotografo: Jackie Rueda, perché fotografa le cose come vorrei avere la capacità di riuscire a vederle
  3. Il vero lusso. Il tempo per fare tutto ciò che mi piace, senza dovermi preoccupare di come mantenermi.
  4. Cos'è oggi tabù L'onestà, l'integrità, il rifiutarsi di dover ricorrere agli "aiutini" per poter riuscire in qualcosa in quest'Italia di m.....(scusate la scurrilità ma in questo periodo proprio "io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono")
  5. Fumo, droga, alcool. Che rapporto hai con loro? Fumavo pochissime sigarette al giorno, ho smesso e sono diventata l’anti-tabacco per eccellenza (tipo che sento l’odore nauseabondo a metri di distanza, e vorrei far smettere tutti!) Droga, anche no, grazie! Alcool, perché privarmi di un bel bicchiere di vino (magari prosecco, il mio preferito) mentre pasteggio? Ah già, perché sono a dieta…
  6. Ti reincarni in un uomo. La prima cosa che vorresti sperimentare. Fare la pipì in piedi!
  7. L'ultima cosa prima di andare a dormire. Ringraziare chi mi ha dato così tanto.
  8. Hai il potere per un giorno. La prima cosa che fai? Trovo il biglietto vincente di "Turista per Sempre" e sistemo me, la mia famiglia ed i miei cari.
  9. La stanza più bella. La biblioteca che ho sempre sognato di avere.
  10. Cos'hai imparato dalla cucina. L’assoluta importanza, per preservare la salute e il benessere psico-fisico, di fare dei “lavori” manuali.
  11. Cosa ti tiene sveglia? A volte, le preoccupazioni.
  12. Il posto dove ti vengono più idee. Qualunque angolo in cui riesco a trovare un po’ di silenzio. Ah, e “in” Pinterest, naturalmente.
  13. Musica nell'iPod? iPod? Quale iPod?
  14. Cosa consideri sopravvalutato? le figure professionali, a volte così spocchiose, del mondo della comunicazione.
  15. E cosa da rivalutare? l'importanza dei lavori cosiddetti "umili", che fanno stare chini per la fatica ad asciugarsi il sudore, che nessuno vuole più fare ma che poi ci si lamenta se vengono fatti da immigrati di buona volontà.
  16. Affinità culinarie? Con mia sorella Bebi, Chef ALMA con un brillante futuro all’orizzonte
  17. Un libro dove abitare: Harry Potter, naturalmente.
  18. All'inferno sei obbligato a leggere sempre lo stesso libro. Quale? Il Cappotto, di Nicolaj Gogol (grazie, mamma)
  19. La casa brucia. Cosa salvi? Gli altri inquilini (famiglia o fidanzato o altre persone!) la Canon e l'hard disk esterno.
  20. Cosa di poco? Cosa di troppo? Soldi e tempo in cui non sto lavorando/ Lamentele 
Ah, e già che ci sono, personalizziamolo un pò:

  1. Perché sei felice in questo momento? perché sabato sono andata con la mia amica Viola all’ospedale e per la prima volta ho visto con un meraviglioso macchinario dentro la sua pancia; lì dentro ci abita Penelope, che ha un bel nasino puntuto, una simpatica manina aperta, che nascerà quest’inverno e che sarà tanto, tanto bella.



(zia) Giusy

lunedì 19 settembre 2011

Quando la raccolta punti diventa un’ossessione!

Durante queste godutissime vacanze in posti bellissimi, che però non rispondevano al nome di New York, Boston, Portland come da programmi fatti in primavera… ho pensato in più di un’occasione alla mia amica/collega casalinga Giusy.
Mi trovavo nell’isola di Capraia, nell’arcipelago toscano, un luogo aspro e selvaggio con mare incontaminato e calette raggiungibili solo attraverso impervie scalinate, quando in un momento di relax al bar del campeggio (www.campeggiolesughere.it), mi sono imbattuta in un articolo uscito ne La Repubblica di sabato 13 agosto.
Una pagina del mio quotidiano preferito interamente dedicata alla mania delle italiane di raccogliere – con fare compulsivo – i punti dei prodotti per ottenere i premi più disparati che vanno dall’utilissimo cestino porta grissini all’irrinunciabile affettatrice di uova sode. Accanto alla lunga lista dei premi in palio c’era la descrizione della raccoglitrice tipo che recitava più o meno così: “è un’amante del finto risparmio, è appassionata della casa, ama mangiare e cucinare, si invaghisce dei regali come un bambino davanti ad una vetrina di giocattoli e stressa amici e conoscenti elemosinando punti. Inoltre li rimprovera se questi disgraziatamente buttano una confezione senza prima ritagliare, conservare e donare il punto. Ha un accento leggermente sardo, è abbonata a Altroconsumo ma poi sperpera cifre esagerate per esaudire strane passioni, conosce tutti i rimedi casalinghi delle nonne ed è il terrore delle amiche e delle sorelle in tema di bollini”. In una nuvoletta mi è comparso il facciotto di… GIUSY!

martedì 9 agosto 2011

Dove eravamo scomparse?

Ma signori, è estate...siamo seri!
Secondo voi, potevamo starcene in casa davanti ai rispettivi computer? Ecco, per l'appunto...

Nel frattempo però, abbiamo fatto tante cose...


giovedì 14 luglio 2011

Una foto color seppia in soccorso all’ordine casalingo

Correva l’anno 2004 ed io ero una spensierata ventenne alle prese con l’Erasmus (programma di interscambio universitario all’estero) a Barcellona, sicuramente una delle migliori opportunità che l’Università italiana è in grado di offrire e che io ho saputo cogliere al volo!
In testa tante ambizioni e un gregge di grilli. Per sei mesi ho vissuto in un delizioso piso (appartamento) nel quartiere dell’exaimple, a due manzane (isolati) dalla Sagrada Familia, in Carrer de Sardenya 352. Dopo una settimana di estenuanti ricerche del piso perfetto alla fine è arrivato lui, spese contenute e un terrazzo da fare invidia ai Giardini Carducci di Perugia. Poi che c’entra, la mia camera era piccola, il mio armadio si trovava nel corridoio, il traffico del water era spesso congestionato, non avevo la tv (come del resto adesso), ma soprattutto vivevo con una ninfomane che ogni sabato mattina mi presentava il suo nuovo “novio”(ragazzo)… ma che problema c’era?! Oltre a lei nel piso si sono alternati la Marta, una catalana doc proprietaria di tutte le tecnologie che si trovavano in casa al mio arrivo e che scomparvero insieme alla detentrice dopo una sola settimana; Nino, una colombiana che friggeva yuca tutti i giorni e infine il Louise, uno splendido ragazzo depresso per essere stato abbandonato dal compagno.  
Nel periodo del mio Erasmus ebbi la luminare idea di diventare vegetariana, facendo rinunciare così al mio palato i succolenti sapori della butifarra o dell’ottimo jamon serrano. Quindi, tutti i miei ospiti, numerosi quelli  dall’Italia che avevano preso il piso come un ostello, venivano deliziati con il mio piatto forte: pasta con pomodorini e zucchine. Un vero tormentone.
Per documentare a mamma Fiorella le mie doti da cuoca provetta decisi di farmi scattare una foto in cucina mentre inforcavo grembiule e abbracciavo il mio amico Sandro venuto a trovarmi con Laurina.  Pensando di fare cosa gradita inviai la foto. Ne seguì telefonata allarmata di Fiorella che rimproverava lo squallore della mia cucina e le condizioni poco confortevoli nelle quali versavo. Non pensavo assolutamente di scatenare così tanto allarmismo, anche perché si trattava di una banalissima foto e la cucina, in quell’occasione, non era ridotta neanche troppo male…

mercoledì 29 giugno 2011

Basta chiedere: le Olive sotto il limone

Si lo so.
Lo so che avevo promesso di parlare di detersivi, tamburi roteanti, panni puzzolenti, corde e stendini cigolanti, piastre di ferro roventi.

Ma voi non avete caldo?

giovedì 16 giugno 2011

Preambolo...e consigli per il week-end




Ci sono cose che ciascuno do noi ama in maniera viscerale e inconsapevole, e che vengono quasi sempre incamerate nella nostra mente grazie all’aiuto di uno o più dei cinque sensi.

Tra questi, penso che l’olfatto sia quello più “collaborativo”; ogni cosa bella è indissolubilmente legata ad un odore, che facilmente riprodotto ti riporta indietro nel tempo, regalandoti il tuo piccolo “momento di vero godimento” *


Per lo meno, per me è così.

martedì 7 giugno 2011

Prova costume... che fatica!

Causa la Pasqua alta, durante la quale ho fatto ripetuti sgarri alla mia dieta da colesterolosa, causa la mia bassa propensione al sacrificio fisico e la mia rinomata ribellione ai regimi alimentari, ma soprattutto causa un lavoro che a differenza del precedente non mi  sottrae più tre chili al mese (e non facevo il pilota di F1)… la tanto temuta prova costume, per quest’estate 2011, è più temuta del solito!
Abitando in un paese in riva al lago, già dal mese di aprile, è richiesto confrontarsi con il due pezzi per andare a beneficiare dei primi raggi solari. Io e la mia amica Vittoria abbiamo però un metodo molto meno traumatico che prevede il lento e progressivo disfacimento dei pezzi di stoffa, evitando di esporre una mozzarella di bufala in tutto il suo splendore, reduce da un faticoso inverno ricco di merende ipercaloriche e sere passate a poltrire sul divano.

venerdì 3 giugno 2011

Breakfast at nine, tea at four









 






 Apple Crumble with Custard (Ricette tratte da: Traditional English Puddings )

Per l'Apple Crumble:

- 900 gr di mele
- 225 gr di farina
- 75 gr di burro a temperatura ambiente
- 25 gr di zucchero di canna (per il ripieno)
- 1 cucchiaino di cannella
- 90 gr di zucchero di canna (per il crumble)

Pulite le mele, tagliatele a fettine e fatele cuocere dolcemente in una pentola con due cucchiai d'acqua, la cannella e lo zucchero per il ripieno.
In una ciotola sbriciolate con le mani il burro dentro la farina, in maniera che sia completamente disperso in essa, fino a formare delle briciole; aggiungete infine l'altro zucchero e sbriciolate.
Mettete le mele cotte in una teglia, copritele con il crumble e fate cuocere a 180 gradi per 50 minuti circa, o fiino a che il crumble non sia omogeneamente dorato



Per la Custard Cream

- 300 gr latte intero
- 4 tuorli d'uovo
- 25 gr di zucchero
- 1 stecca di vaniglia

Fate sobbollire il latte con la stecca di vaniiglia, poi spegnete il fuoco e lasciate in infusione per 15 minuti. In una ciotola, aiutandovi con lo sbattitore, montate a crema i tuorli con lo zucchero, e poi a questi unite dolcemente il latte, dopo averne estratto la vaniglia.
Versateil composto in una casseruola e rimettete ad inspessire a fuoco moderato, spegnendolo quando avrà velato il cucchiaio.

Troppo tempo è trascorso senza parlare di cucina...ed ecco finalmente il mio lato migliore che viene fuori!

Con questa ricetta partecipo al contest "E' sempre l'ora del té" della meravigliosa Tuki, indetto in collaborazione con Kitchen Aid e Acilia...grazie! =)

Un abbraccio

Giusy

domenica 22 maggio 2011

Formaggio, folle passione


Siamo onesti, molte delle cose che scriviamo qui, sono state messe nero su bianco, bit su bit, con un solo motivo principale: farvi sorridere.
Certo, le infarciamo con qualche consiglio del tipo "ho inventato l’acqua calda", ma non è mai detto, qualcuno potrebbe ancora non conoscere questi nostri segreti di Pulcinella!

Nonostante questo però, oggi, voglio essere seria, e parlarvi dunque di una cosa serissima: il formaggio.
Ebbene si, perchè il formaggio, può essere una cosa molto seria.

Le caseine hanno sempre avuto un ruolo importante nella mia vita…per lo meno fin da quando ero bambina, e mi scorrevano nelle vene miste ad un po’ di globuli rossi e bianchi.
In 28 anni di vita non ho mai (corna e spergiuri) riportato nemmeno una frattura, neanche la seppur minima sfogliatura in un osso…ci sarà stato un motivo no?

Mangio formaggio da quando ho capito che esistevano tante forme per assumere il latte, quello che mi teneva le ossa così forti, e che erano molto più buone del latte stesso.

Io AMO il formaggio, in tutte le sue declinazioni.

Già...ma quante sono le declinazioni del formaggio?

E’ stato quando, nel farmi questa domanda, che mi sono resa conto che non ne conoscevo che superficialmente la risposta tanto lunga, che ho deciso che avrei dovuto colmare quest'imperdonabile lacuna diventanto, o per lo meno cercando di farlo, un’esperta di formaggio.


martedì 17 maggio 2011

Lo studio matto e disperato delle offerte del supermercato!

Quando abitavo con i miei genitori, tra i tanti capisaldi di mia madre Fiorella, che mi risultavano assolutamente strani da comprendere come dare lo straccio a terra tutti i giorni neanche abitasse con una mandria di bisonti o passare forzatamente l’aspirapolvere la domenica mattina alle 9.00 per farmi alzare e rimettere a posto la camera (con mio fratello Roberto non ha mai funzionato…), ce ne era uno che trovavo eccessivamente bizzarro: lo studio matto e disperato dei volantini con le offerte del supermercato!
Niente e nessuno è mai riuscito a dissuaderla da tale pratica che si svolge in fasi metodiche e degne del più rigido manuale delle giovani marmotte.
Fase 1: monitorare i ragazzi sottopagati che distribuiscono l’oggetto del desiderio, ovvero il “volantino”. Se Fiorella vede in lontananza un ragazzotto con zaino in spalla e faldone di carta in mano, state pur certi che non appena avrà sorpassato il nostro cancello, lei sarà già scesa e custodirà gelosamente in mano il volantino come neanche Riccardo Cuor di Leone avrebbe fatto con il Sacro Graal.

mercoledì 11 maggio 2011

Fashion Swap Perugia, divertirsi barattando

Rosa shocking su locandina nera.
Tulle rosa shocking a decorare le ringhiere di alcuni tristi e grigi palazzi di Perugia.
Un piccolo cortile a mò di “chiostro” metropolitano, che si schiude su una piazzetta un po’ slavata e dall’aspetto trascurato eppure... piena di donne, ragazze, ragazzi e fidanzati, tutti allegri e chiacchiericci!!
In un angolo, una ragazza un po’ cicciotta si aggira in incognito tra la ciurma festante ; una pesante busta con abiti e accessori smessi, grandi occhiali da sole a coprirle il viso e nessuno a farle compagnia...ma siamo in incognito ovvia, non ci lamentiamo!

Così è iniziata la mia edizione 2011 del Perugia Fashion Swap, l’evento organizzato dall’Associazione Culturale “Le 3 Chouettes”; ore 18.00, un bicchiere di vino in mano a stomaco vuoto, cercando di nascondermi da quella folla che si muoveva a sincrono, mentre sola soletta mi registravo tra i partecipanti, pagavo i miei 5€, e maledicevo la mia ostinata cocciutaggine che mi aveva spinto ad intraprendere quella spedizione last-minute senza nessun supporto psicologico e sopratutto nessuna amica con cui chiacchierare! =(
E invece , come lo scorso anno d'altronde,  il Fashion Swap è stata un’esperienza carina e divertente, nonostante la scelta della location, a mio avviso per questa volta purtroppo davvero poco felice.
Il meccanismo è molto semplice, e si basa sulla  sana, sanissima abitudine del riciclare; insomma, perché buttare qualcosa che non usiamo più quando potrebbe esserci qualcuno, da qualche parte, a cui i nostri oggetti potrebbero piacere? Certo non ho proposto capi lisi, a rischio strappo nel sol vedere da lontano le mie curve "pericolose" (per i legamenti delle ginocchia, suggerisce il gobbo-fidanzato che sbircia qui accanto mentre scrivo, sgrumpf...)  ma solo cose che mi sembravano carine nel momento in cui le ho comprate, in un raptus in pieno stil "I love shopping",  e che si sono rivelate assolutamente orride, in seguito, addosso alla mia persona.

Dunque, mi sono presentata nel luogo convenuto armata di busta ripiena,  sei pezzi a scelta tra quelli finiti nell'armadio a stagionare da tempo che manco un Parmigiano Reggiano Bollino Oro; si potevano portare vestiario in buone condizioni, modisteria, occhiali borse e scarpe.
Una spietata giuria avrebbe valutato il "valore" qualitativo dei miei capi assegnando un bottone di diverso colore per ognuno: rosso ottima qualità, blu media, viola poco valore...indovinate qual'era il colore a prevalere tra i mieie bottoni?! Sgrunt!




Inizialmente abbattuta dall'amaro verdetto dei giudici e dalle poche-pochine cose da mangiare sul buffet pensavo a come potermi risollevare da quella batosta, e a come avrei fatto per accalappiarmi i capi migliori tra quelli di poco valore...quand'ecco la scoperta che mi ha risollevato l'umore: ogni partecipante al baratto aveva diritto ad un servizio a scelta tra trucco, parrucco o unghie!
Yesss!
Chi mi conosce bene già lo sa (e chi non lo sapesse lo scoprirà su queste pagine molto presto), essendo la sottoscritta una folle appassionata di make up, cos'avrebbe potuto scegliere?
E dunque via alla sessione di trucco, lunga e rilassante che ha fatto risollevare di 10 punti il pomeriggio iniziato così così...dopo questa rilassante seduta, il protrarsi dell'attesa, ingannata ancora dal second...terzo, lo ammetto, bicchiere di vino...ed ecco finalmente venir fuori i tre espositori con la merce da scambiare!

Ogni stand decorato da un grande fiocco col colore del rispettivo bottone, e tutti noi attorno, muscoli tesi, bottoni colorati tra i denti, pronti a saltare alla giugulare degli organizzatori!
Insomma, lo swap è iniziato tra il fuggi fuggi generale, e con mia somma sorpresa i giudici avevano diviso le cose solo in base al principio "marca"...risultato? nello stendino rosso improponibili camicie D&G anni '80 (altro che le spalline della Viola..!) mentre in quelli più bassi c'erano tanti simpatici oggetti vintage...e poi, vuoi mettere lo scoprire che i tuoi non erano dopotutto i relitti più brutti, e che c'è stato qualcuno che ha osato molot, da  proprio molto di più? (tipo gonna a tubo, lunga, di lana, a trecce, color ocra??? 0_0 )


E così, in questo faticoso pomeriggio di lavoro, ho guadagnato:
- una bellissima borsa vintage di pelle, stile: "mia nonna negli anni 50"
- un portafogli Benetton
- due strettissime gonne a tubino
- una t-shirt
- un paio di decolletées verde scuro
- un paio di jeans bianchi 




Come? Ah, c'è qualche oggetto in più dite? OOps, devono essersi incagliati nei lacci della borsa! =P


(ps: l'evento è davvero carino, un grande plauso alle ragazze dell'Associazione e anzi, se siete in zona, isctivetevi alla loro newsletter, vi terranno aggiornati sulle prossime edizioni dello swap!)
(ps_2: e perchè non organizzarlo in casa, che sò, ogni 2 mesi con le proprie amiche?! =)

Un abbraccio
Giusy

domenica 8 maggio 2011

Cambio dell'armadio: un gioco da ragazze!

Il caro vecchio Barbanera nell’ultimo mese ha perso i colpi, altro che marzo pazzerello… è stato aprile ad essere il vero matto impallato! Erano passati appena due giorni dal suo avvio che gli strilloni dei tg della nostra “splendida” tv generalista già allarmavano sull’incredibile ondata di caldo. Tempo di risfoderare magliette rigate a causa del sottovuoto invernale e accantonare i collant che mi sono presa un’influenza memorabile.
Ė poi tornato il freddo, e giù riprendi i collant, la sciarpetta fissa al mio collo come il cappio a quello dei banditi di Robin Hood, le All Star di tela che si inzuppano sotto le inaspettate piogge primaverili e via dicendo… Qualcun altro, che forse era amico di Barbanera, diceva che una rondine non fa primavera, ma visto che qui le mezze stagioni non esistono più (e non ditemi che è un luogo comune perché vi mando il conto della farmacia) e le rondini hanno perso il senso dell’orientamento ho finalmente deciso, in totale autonomia, che il cambio dell’armadio s’aveva da fare!

giovedì 5 maggio 2011

L'illusione di esservi liberati

Amici, amiche, anime pie che ancora ci leggete... è da un pò che non ci sentiamo..pensavate di esservi liberati di noi...ma tranquilli, non siamo state risucchiate dall'aspirapolvere o cadute nel bidone della raccolta differenziata!!
Veniamo da una Pasqua moooolto impegnativa!
Giusy è stata alle prese con porcelli (oporceddi?), torte di pasqua e tipiche frittate lucane con asparigi e lampascioni (ideali per l'alito!!) in compagnia di una albero genealogico simile a una quercia secolare con radici in mezza Italia,
Viola invece è stata impegnata nell'organizzazione di una mostra fotografica e, dentro all'uova di Pasqua, ha trovato un altro lavoretto... il 3°!
Insomma, vi lasciamo immaginare la confusione che regna nei nostri loft (!?)! e le corse a velocità super-sonica che stiamo facendo!!
Andiamo talmente di fretta che non abbiamo avuto nemmeno il tempo di fare una foto... e dunque, vi lasciamo con questa splendida immagine della nostra amica Martolda...rifatevi gli occhi!!

Ci riaggiorniamo prestissimo..
...seguiteci!

venerdì 22 aprile 2011

La Torta DE Pasqua e le amenità del dialetto perugino



Ho sempre nutrito una particolare propensione per lo studio delle lingue.
Forse perché favorita da madre natura fin dall’inizio, che mi ha fatto nascere in una terra dove l’idioma parlato, in una serie infinita di declinazioni dialettali, è una lingua a sé, il sardo, ben distinta dall’italiano nazionale; sono stati credo quei meccanismi a favorirmi nell'apprendimento abbastanza rapido delle lingue straniere, e a rendermi inoltre molto incline ai dialetti locali.

Aiutata poi da 5 lunghi anni di Università in continua convivenza con tanti amici “in trasferta”, come me,  da diverse regioni, sono diventata brava anche ad imitare gli accenti.
Ma nessuno, nessun altro, mi viene bene come l’accento perugino; bhe, direte voi, vivi lì da ormai 8 anni e mezzo (come dite? ah, non lo sapevate?) che ci vorrà? 

E invece non è così semplice cari miei, perché ‘l perugino, come se dice tu qui (“come si dice qui”) per essere parlato necessita di alcune caratteristichedei lineamenti importantissime le quali, se non presenti, andranno artatamente "ricreate" per la riproduzione ottimale dei fonemi.
Di cosa sto parlando? Ma della scucchia, è ovvio.
Dicesi scucchia l’atteggiamento protruso della mascella inferiore, sostanzialmente spinta in fuori rispetto all’asse di quella superiore, che con l’azione combinata della lingua contro il palato genera quel mitico suono, il fonema del potere, la chiave interpretativa di questo scrigno medievale che è il perugino : il donca.

Il donca è la pronuncia "speciale" della lettera d, con un vibrato che all’inizio, da forestiero, non cogli; non percepisci cosa c’è di strano in quel modo di parlare, in quelle sillabe che ti si insinuano sottilmente giù per i timpani...ti senti strano, guardi intorno a te e dici "ma lo sento solo io? ma cos'è questo suono?" sei smarrito, non capisci cos'è... ma capisci che ti da molto fastidio.
Quando arrivi  poi ad identificarlo è perchè realizzi di essere perduto; a Perugia e nei suoi immediati dintorni, infatti, niente ha un suono più bello del donca (ci hanno pure fondato questa accademia !!) sopratutto se accompagnato alla lettera E; ogni scusa è pertanto buona per pronunciare la malefica sillaba cervello-vibrante ad ogni occasione.

Quindi non sarà "il cane di elio", ma il cane DE elio, non sarà "gliel'hai detto a lei che siamo andati a Gubbio" ma “je l'è Ditto DA lia che sem giti a Gubbio?"... non sarà la Torta di Pasqua ma la Torta DE Pasqua.


 La torta de Pasqua salata (ma poi, perché torta? perchè qui si affibbia il sostantivo torta a qualunque impasto lievitato..tu ti chiedi: ma la torta non è dolce? e certo, c'è una variante anche dolce...ma attenzione, in alcune zone diventa Pizza de Pasqua, sia dolce che salata, e ricomincia lo sconfondimento...lo fanno apposta!!) è in siostanza come un panettone salato, asciutto, e formaggioso.

Formaggiosissimo.

Insomma, è una delizia, un capolavoro d’arte rustica, un fantastico prodotto di questa fantastica terra così bella, ma tanto bella che mi è entrata nel cuore.
Molti dicono “peccato, manca solo il mare” ma la mia amica Sara sostiene che “è così bella, pulita, curata e decorosa” proprio perché non c’è il mare, che a volte porta un turismo di massa diciamo così, poco educato.

Godetevi dunque, come l’Umbria, questa bellezza gastronomica; racchiude in se lo spirito di questa meravigliosa regione, contadina, tradizionale, solare e bellissima.

Torta De Pasqua - ricetta de Rita, mamma de l'Elena,de Castel Del Piano
(per due torte medie)

-1 kg di farina
-300 gr pasta di pane già lievitata
-450 gr formaggi misti (metà grattugiato e metà a dadini)
-250 gr di grasso misto (130 burro, 100 strutto, 30 olio)
-25 gr di sale
-50/80 gr di lievito di birra
-8/10 uova

Creare una fontana con la farina e disporvi al centro la pasta di pane, aggiungendovi il lievito birra disciolto in acqua tiepida con il sale e un pochino di zucchero.
Iniziare a ri-impastare, aggiungendo mano a mano la parte grassa, fatta amalgamare precedentemente sciogliendo i solidi a bagnomaria; aggiungere poi le uova, ed infine il formaggio.
Impastare bene e a lungo.
Lasciar lievitare ulteriormente l'impasto per almeno 2 ore.
Distribuire l'impasto in due teglie precedentemente imburrate e far cuocere per 1 ora nel forno pre-riscaldato a 180 gradi


si mangia la mattina di pasqua accompagnata da uova sode (!!!) e capocollo, alla faccia dei cibi primaverili leggeri!! =)

Per chi volesse approfondire, vi lascio con questa curiosità...e ancora, a tutti, Buona Pasqua!

lunedì 18 aprile 2011

I love shopping bags… ovvero sportole vi adoro!!!


Ho sempre pensato che fare la cassiera del supermercato fosse un lavoro divertente. Tutte le cassiere che conosco sono sempre sorridenti e, come il Papa, hanno una parola per ogni cliente. Le mie prime esperienze tra gli scaffali  sono state segnate dall’immensa Marilena, con il rossetto sempre brillante e l’ugola canterina, ma da qualche tempo nel mio cuore c’è Daniela, la più simpatica in assoluto. Ride e scherza con tutti, le over 80 sono il suo target preferito ed è talmente divertente che faresti la spesa a rate pur di passare più volte alla cassa. 

E poi stando alla cassa (e al pubblico in generale) potrebbe ricevere una laurea honoris causa in sociologia poiché l’esperienza sul campo insegna più di tanti manuali volumetrici.
Da gennaio tutta l’attenzione della clientela è rivolta alle ecologiche, quanto puzzolenti,  buste per la spesa al mais che sostituiscono quelle di plastica e inoltre, da più di un anno, ogni supermercato promuove e vende buste riutilizzabili di ogni tipo. Marilena propone quelle con le margherite fuxia, viola o arancioni; Daniela, a soli 30 centesimi, ti propina delle buste verdi bruttissime ma altrettanto comode che, a differenza delle altre, si ripiegano nella borsa senza troppe peripezie. 


giovedì 14 aprile 2011

Echo la Primavera!


Amo questa stagione...l’ho già detto?
Tutto trasuda  rinnovamento, rinascita, riscoperta della goduria!..ma quant’è bello camminare in mezzo alla campagna al crepuscolo, senza ancora quell’opprimente calura estiva, foriera di perfide nubi di insetti formato elicottero che cercano di disporsi “a sarcofago” intorno alla soffice sagoma del mio corpo?! 

Come avrete capito, alla tintarella preferisco primo sole e papaveri in fiore anche perché...a  Primavera c’è la Pasqua! 

Al di là del principale significato religioso, come non amare le “feste comandate” ? Trovo che portino nell’aria una certa elettricità, un quasi insensato buonumore pazzerello e, non da ultimo, l’opportunità di poter festeggiare tutto con una bella mangiata!  =) 

Dunque, presi anche voi dallo spirito di convivialità, nonché da un’incontrollabile friccicarella primaverile, vi siete proposti volontari come la sottoscritta per cucinare per amici parenti e conoscenti?
Non trasformate quest’opportunità in un amaro boccone di fiele! non scatenatevi in scenate isteriche da ansia da prestazione last-minute, con una cucchiarella sporca di sugo infilzata tra i capelli a tenervi la crocchia mentre con le mani lavate l’insalata e con una forchetta tra i denti roteate la testa cercando di sbattere le uova! 

Tutto può essere risolto per portarvi ad un brillante successo seguendo le basi della teoria POP, solidamente testata per anni da noi di “Casalinghe”:

Programmazione
Organizzazione
Porca paletta (muoviti che siamo già in ritardo!)

Come per tutte le cose che volete riescano bene è indispensabile dedicarvi del tempo in anticipo; se quella qua sopra non assomiglia dunque alla vostra cucina, e volete che i risultati siano perlomeno buoni senza perderci in sanità mentale seguite alcuni piccoli accorgimenti:

“Porca paletta” è in realtà il primo step, ergo: non rimandare alle calende greche! 
Prendete coscienza subito del tempo che avete a disposizione, stilando immantinente un piano di battaglia.
Scegliete il menu: prima avrete chiare le idee, più sarà facile ideare gli stratagemmi per metterle in opera.
 
Non sottovalutate l’immenso potere che può darvi quell’elettrodomestico spesso relegato a mera superficie appoggia-tutto; la forza del congelatore è con voi, sappiate trarne il massimo dei benefici!
Nella scelta del menu preferite dunque piatti congelabili; potrete confezionarli dopo una leggera pre-cottura,  tirarli fuori dal freezer il Sabato Santo e portarli a tavola fumanti prima che sia finita la messa delle 11.00! =) Alcuni esempi di questi meravigliosi piattili trovate qui, in quella che a mio parere è la più fornita fucina di diabolici suggerimenti pratico-culinari a prova di bomba! (date un'occhio anche al forum)


Attenzione a calcolare bene le quantità! La nostra già forte inclinazione verso il cibo assume in queste occasioni le dimensioni più epocali, con pasti dalle imbarazzanti porzioni stile Cena Trimalchionis, tali da rendere spesso passibile di denuncia per tentato omicidio il vostro ospite.
Seguendo le giuste dosi non solo eviterete di darvi tanta pena per cucinare troppo e con il doppio della fatica, ma eviterete i vergognosi sprechi che nuocono a noi, a chi sfortunatamente ha meno di noi e anche all’ambiente! (tema sul quale sono molto sensibile!)

Non fatevi remora di andare a chiedere in prestito il tovagliato alla taverna sotto casa; se vi conoscono non saranno così tapini da negarvi la cortesia, altrimenti patteggeranno un noleggio a costi comunque più bassi di quelli del noleggiatore istituzionale.

Se non disponete di porcellane belle e abbinate, o di una lavastoviglie sufficientemente capiente, non lasciatevi andare alla tristissima plastica bianco latte! Optate  per dei decoratissimi coperti in cartone alimentare rigido. Si trovano nei negozi di articoli di carta e negli ipermercati più forniti, e vi faranno fare una bella figura tenendo comunque “easy” lo stile del ricevimento; se li scegliete in colori pastello aggiungeranno inoltre quel tocco shabby-chic che va tanto in auge ultimamente.

Per arredare la tavola non spendiamo tanti dei nostri pochi euro in splendidi quanto costosi mazzi di fiori..lavoriamo di fantasia! Se non c’è dunque un campo di golf da cui rubare dietro l’angolo, andate al più vicino garden centre e comprate una zolla di prato di circa 50 cm di lato; potrete ricavarne 4 quadrati da poggiare intervallati sulla tovaglia bianca (stagnola sotto, mi raccomando!), decorandoli con fiorellini di campo, e piccoli “nidi” di  rafia colorata, sui quali adagiare i classici gusci d’uova dipinti che sono sicura avete già fatto, almeno una volta, alle scuole elementari (sennò ecco un ripasso qui, o qui).

Al momento del dolce infine, offrite gli ovetti di cioccolato in maniera originale: invece che nel classico vassoio d’argento, scartateli tutti e metteteli dentro un bel vaso di vetro trasparente, servendoli con l’aiuto di una bella pinza per torta effetto retrò (c’è sicuramente tra i regali di nozze di nonna/mamma o zia): faranno un figurone riempiendo subito “gli occhi” dei convitati, e quelli rimanenti potranno comunque essere re-incartati nella stagnola.

Buona Pasqua! =)

ps: grazie a Moreno, Carlo e Gabri de "Il Cuoco Innamorato" che mi hanno lasciato saltellare come una cavalletta fastidiosa in cucina!

lunedì 11 aprile 2011

Lode al valido aiutante!


Dovete assentarvi alcuni giorni da casa, ma non ve la sentite perché avete paura che al vostro rientro possiate trovarvi catapultate in una giungla fatta di calzini dimenticati in ogni dove e impronte infangate che decorano il vostro adorato parquet?

Mie care amiche vi compatisco! Però posso darvi qualche consiglio per non ritrovare cattive sorprese e godervi alla grande la vostra permanenza fuori casa, come ho fatto io in questi giorni a Barcellona.



















giovedì 7 aprile 2011

Il mio amico aereo (insomma, non roviniamoci la vita!)


Bene bene,e così sono arrivati anche per me i fatidici 28, sento l’eco dei miei fans che strillano auguri, grazie, grazie!! =)

E cosa ci sarebbe di meglio per festeggiare se non concedersi un bel viaggio? Che invidia per la Viola!! Proprio ora che è finalmente iniziato il bel tempo (non per niente la Primavera è la più bella stagione dell’anno…sono nata io!) niente sarebbe più rigenerante che organizzare al volo quattro stracci nella pratica valigia dello scorso post, fare il biglietto senza pensarci e partire per un bel week-end lungo rigenerante!

La mia amata Parigi, Barcellona che non ho mai visitato, il Nord Europa, quante destinazioni sarebbero a portata di mano..se non altro che purtroppo per alcuni di noi non è così semplice andar via.
All’inizio parto con il massimo dell’energia, in fondo, girare il mondo è sempre stata la mia passione, ecchè avrò studiato turismo a fare, no??!! Poi inizia a strisciare dentro me quella sensazione di disagio, davvero in modo così poco percettibile che faccio finta di non sentirla, e continuo a studiare cartine e preparare itinerari..poi passano i giorni, e continuo a rimandare fino a quel momento in cui devo, per forza comprare i biglietti dell’aereo.

Ed allora lì  mi blocco, raggelata, capisco e lo ammetto: non ce la faccio. 

E tutto salta ancora, un’altra volta, per la mancanza di mezzi… Ma che avete capito? Non di mezzi economici, per lo meno non stavolta!
I mezzi in questione sono quelli psicologici, e sono quelli che mancano a tutti coloro che, come la sottoscritta, si ritrovano con grande amarezza a soffrire di quella che viene comunemente descritta come “paura di volare”.

domenica 3 aprile 2011

Fare la valigia è una questione di incastri!


Penso di non aver mai desiderato qualcosa tanto quanto, all’età di 8 anni, abbia desiderato il mitico Game Boy. Naturalmente la mia amichetta del cuore Chiara lo aveva già ricevuto per la prima comunione, io come da copione, dovetti aspettare sei lunghissimi mesi fino ad arrivare a Natale.

Un amore imprescindibile, il Tetris era, neanche a dirlo, il mio gioco preferito. Quella musichetta filo-comunista mi era entrata nelle orecchie e faceva da colonna sonora alle mie giornate passate a incastrare mattoncini, ma non solo... Il Tetris era per me una vera droga e mi portava ad incastrare qualsiasi cosa, le penne nell’astuccio, il quadernone nello zaino, finché non iniziai a incastrare parole.
Per fortuna sono stata capace di uscire dal tunnel del Game Boy che, per ripagarmi delle tante ore che gli avevo dedicato, mi ha lasciato un’utilissima eredità: utilizzare l’incastro da regime per dare vita a valigie super funzionali. 

venerdì 1 aprile 2011

Volevo essere meccanico


Ebbene si.
E giuro, non è il classico pesce d’Aprile.
Quante donne hanno spesso, a volte inconsciamente, ammirato un certo lato della mascolinità? Quante donne vorrebbero, facendo riferimento ad alcuni contesti in cui non sarebbe il senso del pratico a prevalere ma quanto il piacere di poter fare certe cose, essere, totalmente, un uomo? 

Poche dite?

Bhe, io sicuramente sono tra queste.
Insomma,  non parlo dell’atavica invidia di “oh quanto vorrei essere uomo per poter fare serenamente in aria arabeschi di pipì anche sulla vetta desolata della montagna, semplicemente dando le mie spalle al pubblico, senza dovermi accucciare goffamente esasperata, rischiando di mostrare il mio cellulitico lato B a tutti..”

No, non è quello.



è che purtroppo ci sono alcune cose che vuoi per mancanze genetiche (tipo la comprensione del fuorigioco) vuoi per preconcetti sociali , vuoi per un mix di questo e quello il Destino ci ha, inevitabilmente, negato.

mercoledì 30 marzo 2011

Vestaglia ... un rapporto di amore/odio da rendere più dolce abolendo fantasie stile carta da parati!


Non sono mai stata particolarmente smaniosa nel ricevere regali di Natale, perché di solito… non mi piacciono. Ma quest’anno mi sono dovuta ricredere, in particolare, davanti a quello pensato per me dalla mia amica Sabrina.
Al momento della faticosa azione dello scartare (il simpatico nastro colorato taglia più di una lama e l’azienda dello scotch non conosce crisi) immagino di aver avuto una faccia piuttosto perplessa. La mia classica faccia perplessa sfoderata davanti ai regali dei quali non capisco l’utilità e/o la bellezza e che, senza troppe interpretazioni, viene facilmente sgamata.


martedì 29 marzo 2011



Toc Toc…c’è nessuno?
È giunto il grande momento dunque..ci tocca proprio scrivere..

Casalinghe Improvvisate è nato, ad essere oneste, 4 mesi fa, durante uno dei quotidiani scambi di sms tra due scellerate.
Due amiche inseparabili, se non altro nello spirito, che prima di essere amiche erano colleghe e che, mentre erano colleghe un giorno, ancora qualche mese addietro, dopo un bel pensare, hanno preso una decisione comune, decisamente spettacolare:  lasciare il lavoro, fatto di turni troppo lunghi e pause pranzo troppo brevi, sconsigliate e scomunicate da amici, colleghi e da qualche parente.
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