Causa la Pasqua alta, durante la quale ho fatto ripetuti sgarri alla mia dieta da colesterolosa, causa la mia bassa propensione al sacrificio fisico e la mia rinomata ribellione ai regimi alimentari, ma soprattutto causa un lavoro che a differenza del precedente non mi sottrae più tre chili al mese (e non facevo il pilota di F1)… la tanto temuta prova costume, per quest’estate 2011, è più temuta del solito!
Abitando in un paese in riva al lago, già dal mese di aprile, è richiesto confrontarsi con il due pezzi per andare a beneficiare dei primi raggi solari. Io e la mia amica Vittoria abbiamo però un metodo molto meno traumatico che prevede il lento e progressivo disfacimento dei pezzi di stoffa, evitando di esporre una mozzarella di bufala in tutto il suo splendore, reduce da un faticoso inverno ricco di merende ipercaloriche e sere passate a poltrire sul divano.

