domenica 3 aprile 2011

Fare la valigia è una questione di incastri!


Penso di non aver mai desiderato qualcosa tanto quanto, all’età di 8 anni, abbia desiderato il mitico Game Boy. Naturalmente la mia amichetta del cuore Chiara lo aveva già ricevuto per la prima comunione, io come da copione, dovetti aspettare sei lunghissimi mesi fino ad arrivare a Natale.

Un amore imprescindibile, il Tetris era, neanche a dirlo, il mio gioco preferito. Quella musichetta filo-comunista mi era entrata nelle orecchie e faceva da colonna sonora alle mie giornate passate a incastrare mattoncini, ma non solo... Il Tetris era per me una vera droga e mi portava ad incastrare qualsiasi cosa, le penne nell’astuccio, il quadernone nello zaino, finché non iniziai a incastrare parole.
Per fortuna sono stata capace di uscire dal tunnel del Game Boy che, per ripagarmi delle tante ore che gli avevo dedicato, mi ha lasciato un’utilissima eredità: utilizzare l’incastro da regime per dare vita a valigie super funzionali. 


Del resto per un’amante dei viaggi come me la valigia è il primo step da affrontare con intelligenza e facilità. Poche cose, ma sempre utilissime, scelte accuratamente a fronte di una lista che preparo pochi giorni prima della partenza e dove elenco i giorni trascorsi fuori ad ognuno dei quali abbino i cambi da effettuare.
Martedì partirò per  l’ennesima volta per la mia amata Barcellona, a questo giro si tratta di lavoro. Ho quindi già stilato un piccolo planning e calcolato il numero dei cambi necessari. Solo due paia di scarpe, uno da ginnastica (All Star tutta la vita) che andranno in valigia perché occupano meno spazio e un paio di stivaletti da mettere in tutte le occasioni, con i jeans come con un vestitino. Niente asciugami o accappatoio, a meno che non andiate in un ostello. 

E soprattutto se, come nel mio caso, avrete a disposizione il solo bagaglio a mano, niente bocce di profumo, di bagnoschiuma o di shampoo… ma solo campioncini raccolti durante l’anno da giornali o forniti dalle commesse delle profumerie!
Un’indicazione che risulta essere sempre la migliore (Boy Scout docet) vestitevi a strati! Salite in aereo tipo omino dello Michelin e godetevi i giorni di vacanza pronti a qualsiasi eventuale intemperia.
Inoltre, i calzetti vanno dentro le scarpe e preparate tante bustine di plastica per rimetterci la biancheria sporca e per tutelare i capi più delicati. Nella mia valigia dell’ispettore Gadget non mancano mai un blocnotes, due o tre guide dei posti che andrò a vedere (sono azionista onoraria della Lonely Planet), penne e il mitico sacchetto con orecchini e anelli abbinati ai vari cambi che però, spesso e volentieri, mi dimentico di utilizzare! 

Un consiglio molto solidale: se vi trovate a visitare un Paese lontano o povero, portate in valigia vestiti datati, che solitamente non mettete più e dei quali volete disfarvi. Io per esempio, in Brasile ho lasciato, ad una delle tante comunità di recupero per bambini di strada, metà della mia valigia, comprese le mie vecchie scarpe da trekking della Nike. Ho fatto felice dei ragazzini che sono abituati ad avere molto poco e, lo spazio liberato, l’ho prontamente riempito con souvenir e chicche du Brasil… que saudade…

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